martedì 6 marzo 2012

STORIA: Le guerre persiane - cronologia essenziale



L'impero persiano ai tempi di Dario I
fine VII sec.a.C.: i Medi e i Babilonesi guidano una rivolta contro gli Assiri. La capitale Ninive viene assediata e distrutta (612 a.C.). L'impero assiro crolla.


546 a.C.: l'imperatore persiano Ciro, dopo aver conquistato il regno dei Medi, sconfigge il regno di Lidia, in Anatolia, e conquista le città greche della Ionia (Mileto, Focea, Efeso, Samo, Chio...costa orientale del mare Egeo) che perdono la loro autonomia.


539 a.C.: Ciro conquista senza combattere Babilonia. Si fa proclamare "re dell'universo".

529 a.C.: Ciro muore in battaglia. Gli succede il figlio Cambise, il quale continua la politica espansionista del padre conquistando l'Egitto e facendosi proclamare faraone.

521 a.C.: morto Cambise, gli succede Dario. Il nuovo "re dei re" continua la serie di conquiste dei predecessori in direzione dell'Europa: conquista la Tracia, la regione a nord-est della Grecia, minacciando direttamente gli interessi delle poleis elleniche.

Dario I
499 a.C.: Aristagora, il tiranno di Mileto, la più importante polis della Ionia guida una rivolta anti persiana a cui partecipano le altre città ioniche con l'appoggio di Atene e della piccola Eretria. La rivolta ha inizialmente successo e gli ioni riescono ad incendiare Sardi, la capitale della satrapia persiana.

494 a.C.: La reazione persiana alla rivolta culmina con la conquista e la distruzione di Mileto.

rovine di Mileto
490 a.C.: Dopo aver sedato la rivolta ionica i Persiani intendono punire Atene ed Eretria per l'aiuto apportato ai ribelli. L'esercito di Dario distrugge Eretria e sbarca in Attica, presso Maratona con l'intenzione di attaccare Atene. Gli opliti ateniesi affiancati da un piccolo contingente di Platea e guidati dallo stratego Miliziade sconfiggono il più numeroso esercito persiano.

Miliziade
486 a.C.: Muore Dario I. Gli succede il figlio Serse. Intanto l'ateniese Temistocle era riuscito a convincere i suoi concittadini ad attrezzare la polis in vista di una guerra navale facendo costruire il nuovo porto del Pireo (che ancora oggi è il principale porto di Atene) e una potente flotta di triremi.

trireme greca
481 a.C.: Consapevoli dei preparativi svolti da Serse per attaccare nuovamente la Grecia con un esercito imponente, le poleis si dividono: alcune scelgono la resa, altre decidono di resistere. Queste ultime (31 in tutto, tra cui Sparta e Atene) diedero vita a un'alleanza chiamata lega panellenica.

480 a.C.: Di fronte al rifiuto della lega panellenica di arrendersi, l'esercito e la flotta di Serse muovono verso la Grecia. Inizia la Seconda guerra persiana.


duello tra un oplita greco e un soldato persiano


- Le Termopili. I greci, guidati dal re spartano Leonida, decidono di affrontare il gigantesco esercito persiano presso lo stretto passo delle Termopili. Per tre giorni, sfruttando le caratteristiche del territorio, poche migliaia di greci riescono a tener testa agli avversari enormemente più numerosi: all'alba del 4° giorno i Persiani, guidati da un traditore, riuscirono ad accerchiare i Greci passando da uno stretto sentiero di montagna. A quel punto il piccolo esercito greco  si ritirò ad eccezione di 300 spartiati al comando di Leonida e di un piccolo nucleo di soldati di Tebe e di Tespie che combatterono tutti fino alla morte.


- L'invasione dell'Attica e la battaglia di Salamina. Superate le Termopili l'esercito di Serse dilaga nella Grecia centrale fino ad Atene. La resistenza di Leonida diede il tempo di evacuare la polis, che venne incendiata dai Persiani. Tra i Greci si accende un duro contrasto su quale debba essere la migliore strategia di difesa. Ha la meglio Temistocle che vuole costringere i Persiani alla battaglia navale nello stretto braccio di mare tra la costa dell'Attica e Salamina, l'isola di fronte a porto di Atene. Temistocle riesce a trascinare Serse in battaglia grazie a un'astuzia: invia al nemico un falso traditore il quale, comunica che i Greci stavano fuggendo via mare     e consiglia di chiudere entrambe le imboccature del canale. In realtà fra i promontori e gli scogli di quello stretto braccio di mare i Persiani non riuscirono a far valere la loro superiorità numerica e la flotta di Serse venne in gran parte affondata dalle più agili e veloci triremi greche. Quel che ne rimase fu costretto a ritornare in Asia al seguito del sovrano.

Temistocle

479 a.C.: La battaglia di Platea. Il grosso dell'esercito persiano rimase però in Grecia e, nella primavera dell'anno successivo, tornò a devastare l'Attica. Questa volta lo scontro tra i due eserciti avviene sulla terraferma nella pianura di Platea, presso Tebe. L'esercito greco comandato dal nuovo re spartano Pausania sconfigge definitivamente i Persiani. Anche il generale persiano Mardonio muore in battaglia.
Nello stesso periodo la flotta greca distrugge ciò che rimaneva di quella persiana presso Micale, in Asia Minore. Le poleis ioniche insorgono nuovamente contro i Persiani ed entrano a far parte della lega panellenica. I Persiani sono costretti ad abbandonare, oltre alla Ionia, i territori che avevano conquistato in Europa.

477 a.C.: viene fondata la Lega di Delo, presto egemonizzata da Atene.







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