domenica 27 novembre 2011

CARTOGRAFIA 3


Le tre regole della cartografia
La cartografia scientifica, come abbiamo detto, cerca di adottare dei precisi criteri di proiezione geometrica per rappresentare lo spazio curvo della Terra sulla superficie bidimensionale della carta. Nessuna proiezione è in grado di consentire una trasposizione priva di deformazioni, quindi la scelta della proiezione è legata alle finalità della carta. I criteri in base ai quali si distinguono le proiezioni geografiche sono essenzialmente tre:

Equivalenza: si ha quando il reticolo geografico è costruito in modo tale da mantenere le superfici sulla carta proporzionali a quelle reali.

Equidistanza: quando il reticolo geografico è costruito in modo tale da mantenere le distanze reali proporzionali a quelle sulla carta. Generalmente solo le carte topografiche con scala 1:25.000 o inferiore sono equidistanti. Nelle proiezioni a scala maggiore (per esempio nei planisferi) l’equidistanza si mantiene solo lungo linee fisse (meridiani o paralleli)

Isogonia: quando meridiani e paralleli sono tracciati in modo da mantenere gli angoli rappresentati sulla carta uguali a quelli che realmente il reticolato geografico forma sulla sfera terrestre. Le carte isogoniche (dette anche conformi) sono particolarmente adatte per la navigazione (l’esempio più noto è quella di Mercatore)

Le carte geografiche sono obiettive?
L’obiettività delle moderne rappresentazioni cartografiche è normalmente data per scontata. In realtà tutte le carte geografiche riproducono modi di pensare e convenzioni propri della società e degli individui che le hanno prodotte.
Come abbiamo visto, le carte medievali rappresentavano la Terra secondo un punto di vista religioso; le carte dell’età moderna, dal XVI al XIX sec. presupponevano interessi commerciali e coloniali degli Stati europei. In base a questi ultimi stabiliscono delle convenzioni rappresentative: il nord è in alto, la longitudine parte dal meridiano di Greenwich; la carte sono centrate sull’Europa occidentale.
La visione del mondo che vediamo raffigurata sulle carte contenute nei nostri libri è indubbiamente EUROCENTRICA: ci porta cioè a considerare la nostra cultura e il nostro gruppo umano come i migliori in assoluto. In realtà anche in altre parti del mondo avviene che la propria regione venga messa al centro del planisfero, basta osservare gli esempi qua sotto.

Upside down o south oriented map

Carta pacifico-centrica. Da notare la posizione marginale dell'Europa


Ogni carta è in realtà frutto di un insieme di criteri soggettivi. Comprenderli, significa essere consapevoli del tipo di messaggio che esse veicolano.
Tra le carte contemporanee se ne possono citare due che hanno suscitato grande interesse, ma altrettante critiche: sono le proiezione di ARNO PETERS e quella di ARTHUR ROBINSON.

La carta di Peters nasce  nel 1973 come reazione ai limiti della carta di Mercatore che, se da un lato ha favorito la navigazione, dall’altro è stata accusata di favorire una visione eurocentrica e colonialista.
La proiezione di Mercatore, come sappiamo, distorce enormemente le superfici dei continenti: i Paesi nordici appaiono molto più estesi rispetto a quelli vicino all’Equatore.
Secondo Peters  l’enorme successo della proiezione mercatoriana non dipende affatto dalla comodità del calcolo lossodromico (che interessava una parte minuscola dell'umanità), ma solo dalla rilevanza (maggiore superficie e posizione centrale) che essa attribuisce alle regioni dell'emisfero settentrionale che, non a caso, coincidono con le popolazioni attive nell'espansione colonialista ed imperialista tra '500 e '900.
Proprio per correggere queste distorsioni, la Carta di Peters è realizzata per mantenere le reali proporzioni delle superfici dei continenti, attraverso una scomposizione del mondo in 100 parti orizzontali e 100 verticali   le quali formano un reticolato che va a sostituire quello tradizionale formato dall'incrocio di meridiani e paralleli. La superficie delle terre racchiuse in ogni quadrante è proporzionale rispetto a quella di tutti gli altri. 
Un'altra proposta di Arno Peters è di collocare il meridiano centrale alla longitudine di Firenze: ne deriverebbe una linea del cambio di data che rispetta lo Stretto di Bering tra Asia e America. A parere di Peters sarebbe una scelta convenzionale molto più ragionevole rispetto al mantenere la centralità attribuita per convenzione a Greenwich: convenzione anch'essa politica ed ideologica, imposta da britannici e statunitensi alle altre Potenze nel 1884 (la International Meridian Conference organizzata dal presidente USA Chester A. Arthur).


La carta di Arno Peters  tiene insieme le qualità della carta di Mercatore (possibilità di rappresentare la linea lossodromica come un segmento retto) e il rispetto delle superfici reali.
Tutti i paesi nel suo planisfero sono rappresentati in maniera equivalente (alcuni dissero "democraticamente"), in base alle loro reali dimensioni. Il fatto che il sud nella carta di Arno Peters non venga sottovalutato, ha determinato non solo il suo successo popolare, ma anche politico. Tra gli sponsor della carta di Arno Peters, infatti, troviamo innanzitutto ONU e poi UNICEF-Italia, la Caritas di vari paesi, tra cui anche quella italiana.
In realtà già nel 1885 un sacerdote scozzese, tale James Gall, aveva  proposto alla Società Geografica di Scozia un analogo sistema di proiezione; pertanto taluni studiosi preferiscono parlare di Proiezione di Gall oppure Proiezione di Gall-Peters. Tuttavia l'opera del Gall sembrava essere del tutto dimenticata.
 Peters, , non era un geografo, ma uno storico. Sua è una curiosa storia del mondo sincronica, nella quale ha voluto mostrare la contemporaneità dei fatti storici nelle diverse parti del mondo, in modo da renderli paragonabili obbiettivamente nella loro importanza. Anche quello era un modo di correggere vecchie distorsioni scolastiche: cadevano la centralità di Roma e di Atene, la centralità dell'Europa nel medioevo e nell'epoca moderna, acquistavano un certo rilievo civiltà di solito misconosciute come quella cinese e quella indiana. Con una scelta provocatoria, certo anch'essa ad alto tasso ideologico.

Il cartografo americano Arthur Robinson mise a punto nel 1974 una proiezione che ha generato un planisfero di grande successo, utilizzato dal National Geographic e poi adottato ufficialmente dagli USA.
La proiezione di Robinson ha la caratteristica di non rispettare in maniera rigorosa nessuna delle tre regole classiche della cartografia, ma di applicare un compromesso equidistante tra di esse. Con questa proiezione, le deformazioni presenti in modo più o meno marcato a seconda  delle diverse proiezioni vengono meglio distribuite.


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